Quest’ articolo ha per oggetto una metodologia innovativa che alla luce delle conseguenze di questa emergenza sanitaria sulla scuola, assume una notevole valenza e che dal prossimo anno potrà essere una svolta nel modo di rapportarsi di genitori e scuola. La DIDATTICA GENITORIALE  promossa dall’ associazione Alfabeta e che ha come ideatore il prof Zucchi , è una didattica innovativa non perché mette in luce , come già ampiamente affermato , che i genitori devono avere una parte nel percorso educativo dei loro figli, ma perché per la prima volta ne sono co-protagonisti insieme ai docenti.

Questa  parte dall’ idea che nessuno conosce i ragazzi meglio dei genitori che ne conoscono pregi, difetti e soprattutto il vissuto familiare, punto di partenza per una vera connessione empatica con gli studenti. Per questo i genitori sono invitati a gruppi di narrazione organizzati dai docenti che mirano alla conoscenza reciproca degli attori principali del dialogo educativo : docenti e genitori che accomunati da esperienze spesso simili si raccontano e si uniscono in una alleanza che ha come scopo quello di sviluppare tutte le potenzialità dei ragazzi , di offrire loro il migliore dei percorso educativi rispettando la loro unicità.

 Le docenti  Monica Marasco,  Francesca Battista ,  Elena Cuccaro e Mariella Stellacci, dopo aver partecipato alla formazione lo scorso anno, si sono rese promotrici della stessa nell’ istituto il giorno 31 marzo , in un incontro con i genitori delle classi 2 E, 2B e 1A All’ incontro hanno partecipato molti genitori ed è intervenuta la Dirigente Marialba Pugliese. Tutti hanno accolto con favore l’iniziativa ritenendola utile e molto interessante e si sono mostrati disposti ad un secondo incontro . Il nostro obiettivo è quello di riuscire ad avviare la sperimentazione di questa didattica nel nostro istituto per una scuola che si metta davvero al servizio dei ragazzi e delle loro famiglie e ci sembra la prospettiva migliore in vista del superamento di questa pandemia che ci ha momentaneamente allontanati, ma dalla cui esperienza speriamo nascano un abbraccio e una condivisione più forti.

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