1)Come mai avete scelto questo nome?

ll nome “Operazione Mato Grosso” è venuto fuori un po’ per caso: tutto è iniziato negli anni ‘70 con una spedizione di ragazzi, amici tra di loro, che dall’Italia partì per il Brasile (nella regione del Mato Grosso) perché un sacerdote aveva detto loro che lì c’era bisogno di aiuto. Così nacque l'”Operazione mato grosso” e il nome rimase, anche se poi negli anni furono aperte missioni non solo in Brasile, ma anche in Perù, Ecuador e Bolivia.

2)Sappiamo che è stata in Ecuador: le è piaciuta la missione che ha fatto? E quali attività ha svolto? Come mai ha deciso di impiegare il suo tempo per queste attività ?

Vivere i mesi in missione per me è stato importantissimo, mi hanno segnata nel profondo e penso siano stati i mesi più belli e allo stesso tempo più difficili della mia vita. Ho vissuto in una casa per bambini orfani, di tutte le età, ognuno con la sua difficile storia alle spalle. Vivere con loro, sentirmi come una mamma e volergli bene…è stato tutto per me un immenso regalo e un grande impegno, più del pasto, della casa o di tutte le altre cose materiali che riusciamo a dargli.

Dopo qualche anno in cui avevo lavorato nell’operazione Mato Grosso qui a Foggia avevo sentito il desiderio di fare un passo in più, di andare di persona da quei poveri per cui lavoriamo e di regalare davvero tutte le mie giornate. E vi assicuro che sei mesi sono volati!

3)Quali attività svolgete a Foggia? Quanti ragazzi si sono offerti per questa attività ?

Vi racconto quello che facciamo qui a Foggia (così come nel resto d’Italia): proviamo a fare qualcosa per i poveri impiegando in maniera diversa un po’ del nostro tempo e così ci incontriamo durante la settimana e lavoriamo insieme. Facciamo traslochi, sgomberi, imbiancature e altri lavori e tutto quello che guadagniamo lo mandiamo in missione! I soldi vengono così usati per costruire case, ospedali, dar da mangiare o sostenere case per bambini come quella in cui ho vissuto io! Qui a Foggia al momento ci sono due gruppi: uno con una decina di ragazzi delle superiori (il mio) ed un altro con una quindicina di ragazzi delle scuole medie. Sono aperti a tutti!!

4)Avete mai avuto alti e bassi durante questo percorso?

Sì, ho ed abbiamo avuto alti e bassi. A volte è difficile tenere alto il desiderio di fare qualcosa per gli altri, a volte la quotidianità rischia di spegnerlo. Anche per questo è bello ed importante non essere soli, essere un gruppo di amici, perché a turno c’è sempre qualcuno che alza il tiro e a vicenda si tiene accesa la fiamma.

Adesso stiamo vivendo un bel momento perché a breve un ragazzo del nostro gruppo partirà per un anno per il Perù! Sicuramente saperlo lì ci farà lavorare con ancora più impegno!

Grazie per l’ascolto ragazzi e a presto!

Capone Angela, Miriana Favia , Naike Brigido , Dell’Accio Davide

classe 3L Scuola secondaria di I grado “Dante Alighieri”

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